Archivio Storico

Museo Diocesano di Santa Severina

L’Archivio Arcivescovile di Santa Severina conserva i documenti del Fondo Archivistico Arcivescovile, i documenti del Capitolo della Cattedrale di Santa Severina e il Fondo Diplomatico.

Il Fondo Arcivescovile e il Fondo Capitolare, fino al 1974, erano conservati in due grandi armadi lignei nella stanza adiacente al Salone degli Stemmi; il Fondo archivistico Capitolare, invece, era conservato in un armadio ligneo nella stanza cosiddetta del Tesoro, attigua alla Sagrestia della Cattedrale.

Nel 1975 tutto il materiale è stato trasferito nel “Salone degli Stemmi” e per la prima apertura al pubblico (1 aprile 1984) l’Archivio è stato spostato in alcuni locali ubicati al piano terra dell’Episcopio.

Attualmente è collocato in due apposite stanze al primo piano del Polo Culturale Integrato (Museo, Archivio e Biblioteca) di Santa Severina.

Il materiale cartaceo d’archivio è suddiviso in sei sezioni che, di seguito, si elencano:

I – comprende volumi di documenti del Fondo Arcivescovile trovati già cuciti, unitamente ad alcuni volumi a stampa appartenenti al medesimo fondo;

II – comprende documenti prevalentemente sciolti del Fondo Arcivescovile racchiusi in cartelle con legacci. Nelle prime 13 cartelle sono conservati copie dei manoscritti del protocollo Santoro, ceduto per competenza, all’archivio storico di Catanzaro;

III – comprende serie di documenti del Fondo Capitolare trovati già cuciti;

IV – comprende documenti prevalentemente sciolti del Fondo Capitolare racchiusi in cartelle con legacci

V – comprende il Fondo Matrimoniale dell’Arcidiocesi di Santa Severina dal 1922 al 1987;

VI – è data dal Fondo Diplomatico costituito da 224 carte tra pergamene intere e frammenti.

Si tratta di documenti di natura giuridico-amministrativa, riferiti ad oltre sei secoli di storia ecclesiastica e civile con informazioni relative alla vita del comprensorio della Metropolia di Santa Severina.

Il più antico dei documenti conservati è una bolla di Papa Lucio III redatta ad Anagni nel 1184. Diretto all’Arcivescovo dell’epoca Meleto, il prezioso documento, nell’approvare le precedenti concessioni al suo predecessore Andrea, assegna molti altri privilegi, riconoscendo come metropolitana la sede di Santa Severina, che a tale onore era stata elevata nel IX secolo dal Patriarca di Costantinopoli.

Gli utenti possono accedere direttamente agli inventari, ai volumi e ai periodici nella sala di consultazione.

aRCHIVIO STORICO

GALLERIA

I documenti d’archivio sono liberamente consultabili, purché prodotti durante un episcopato conclusosi da almeno 70 anni.

La consultazione dei documenti può essere effettuata esclusivamente nelle sale di consultazione dell’Archivio, a seguito di richiesta su appositi moduli da presentare al personale addetto.

L’accesso ai depositi è vietato al pubblico.

Non sono attualmente consultabili i documenti che si presentino in cattivo stato di conservazione e quelli per i quali si riscontri il rischio di danneggiamento all’atto della consultazione.

La Soprintendenza Archivistica della Calabria, in data 4 maggio 1995, ha dichiarato l’Archivio Arcivescovile di Santa Severina di notevole interesse storico.

L’Archivio Storico Diocesano aderisce al progetto CEI-Ar, progetto promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana per il riordino e inventariazione informatica degli archivi ecclesiastici.

Il software usato per la catalogazione informatizzata è il CEI-Ar Ts 1.5, aggiornato a gennaio 2019.

I mezzi di corredo sono inventari a stampa e inventari su supporto informatico.

Il restauro conservativo è una priorità per l’archivio storico diocesano e dal 2016 ad oggi sono state restaurate 1246 carte con estremi cronologici che vanno dal 1500 al 1800.

A seguito della riconsegna della carte restaurate sono stati realizzati convegni e mostre per la presentazione dei lavori stessi.

Lo studio delle carte restaurate è stato anche oggetto di progetti di alternanza scuola – lavoro in collaborazione con il Liceo Classico “Pitagora” di Crotone.

Il più antico dei documenti conservati è una bolla di Papa Lucio III redatta in Anagni nel 1184. Diretto all’arcivescovo dell’epoca Meleto, il prezioso documento, nell’approvare le precedenti concessioni al suo predecessore Andrea, assegna molti altri privilegi, riconoscendo come metropolitana la sede di Santa Severina, che a tale onore era stata elevata nel IX secolo dal Patriarca di Costantinopoli.