Cattedrale Santa Maria Assunta - Isola Capo Rizzuto

Numerosi documenti d’archivio testimoniano il fatto che la diocesi di Asylorum, sin dalla fine del IX secolo figurasse tra le suffraganee della Metropolia di Santa Severina.

La Cattedrale subì diverse peripezie: già in epoca normanna essa presentava segni di degrado, parzialmente ripristinati grazie all’intervento del duca Ruggero, nel 1092.

 Il processo di decadenza, però, riprese, di pari passo con quello dell’intera diocesi che, inizialmente estesa e fiorente, subì l’assenza dei vescovi, che preferivano altre sedi, e l’avidità dei signori feudali che ne usurparono per secoli le proprietà.

Situata all’esterno delle mura della città costruite nel 1549, la Cattedrale, dedicata all’Assunta fu ricostruita pressoché integralmente grazie all’impegno del Vescovo Francesco Marino: fu rifatto il tetto, ripristinato il campanile, fu dotata di un organo e abbellita con cappelle finemente decorate.

Ad oggi la chiesa si presenta con una semplice pianta basilicale a tre navate con sei cappelle laterali. Sul portale in arenaria, opera di maestranze locali, è presente lo stemma del Vescovo Marino. 

La navata centrale presenta tre arcate a tutto sesto su pilastri ricoperti di marmo; in fondo ad essa il presbiterio, col fonte battesimale ed il sontuoso seggio vescovile in marmi policromi datato 1758. 

 

Nella navata destra la prima cappella è dedicata alla Madonna Greca o S. Maria di Nives, con la tavola raffigurante la Vergine risalente probabilmente al XVI secolo; la seconda cappella è dedicata all’Assunta con un fastoso altare ligneo e una riproduzione parziale dell’Assunta di Tiziano, opera di Nicola Pignatari. 

La terza cappella è dedicata a San Nicola e presenta un altare barocco riprodotto, ma con piedistalli originali del XVI secolo.

 

La prima cappella della navata di sinistra è quella del Rosario, istituita nel 1582 a favore di Giovanni Cochinella, vicario della diocesi, come si legge dall’epigrafe conservata sulla parete sinistra della cappella stessa.

L’altare è in marmo di fattura napoletano e su di esso domina il grande dipinto raffigurante la madonna del Rosario. La seconda cappella è dedicata al Sacro Cuore. La terza è dedicata all’Immacolata e presenta un altare in marmo policromo e un’edicola votiva con al centro una statua della Vergine Maria.

La diocesi, inizialmente estesa e fiorente, subì l’assenza dei vescovi, che preferivano altre sedi, e l’avidità dei signori feudali che ne usurparono per secoli le proprietà.
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