Cattedrale San Teodoro Martire– Cerenzia

La Chiesa di S. Teodoro Martire fu costruita in un momento imprecisato del XIX secolo in seguito al progressivo abbandono dell’antico borgo di Acherentia, oggi conosciuto come Cerenzia Vecchia.

Acherentia già dalla metà del secolo IX è una suffraganea della metropolia di Santa Severina e conserverà per lungo tempo la lingua ed il rito greco.

La chiesa fu molto importante durante il periodo normanno-svevo: la sua decadenza cominciò dal periodo angioino in poi, a causa delle violente liti che videro opporsi vescovi e feudatari e a causa delle diverse epidemie di peste.

Dopo il concilio di Trento, inoltre, i vescovi, costretti alla residenza, privilegeranno Cariati e la sua cattedrale e questa sarà un’ulteriore causa di abbandono dell’antico borgo.

Nei secoli successivi, nonostante i tentativi di alcuni prelati, la situazione non migliorò e la popolazione si spostò gradualmente verso quella che oggi è conosciuta come la località “Paparotto”, dal clima più salubre e caratterizzata da una maggiore stabilità del suolo che consentiva di erigere abitazioni.

La chiesa cattedrale fu retrocessa a collegiata insigne nel 1818.

Il nuovo edificio ha subito vari interventi e restauri nel corso di tutto il XX secolo.

E’ caratterizzato da una scalinata in granito che conduce al portale di accesso.

A sinistra del portale, una volta entrati, si può ammirare un’acquasantiera in pietra proveniente da Cerenzia Vecchia. 

L’ambiente interno è rettangolare, scandito da una successione di pilastri; sul lato sinistro le rientranze create dai pilastri ospitano tre campane di bronzo, provenienti da Acherentia e un crocifisso settecentesco in legno recentemente restaurato.

A destra nella prima rientranza c’è un vecchio fonte battesimale, nella seconda c’è una piccola cappella della famiglia Pugliese; in fondo a questa cappella si trova un antico tabernacolo di marmo, anch’esso proveniente da Acherentia.

Il tetto è ligneo, del tipo a capanna, restaurato negli anni ’90.

Al centro del muro di fondo si trova una nicchia in cui è inserito il busto ligneo di San Teodoro, sul quale si legge “FATTA 1786”. 

Altre due statue raffiguranti san Francesco di Paola e Sant’Antonio da Padova risalgono, invece, alla fine del 1800.

La chiesa fu molto importante durante il periodo normanno-svevo: la sua decadenza cominciò dal periodo angioino in poi, a causa delle violente liti che videro opporsi vescovi e feudatari e a causa delle diverse epidemie di peste.
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