Cattedrale San Michele Arcangelo – Belcastro

La città di Belcastro (Kallipoleos durante il periodo bizantino e Genitocastro in età normanno-sveva) era una delle diocesi suffraganee di Santa Severina.

La sua cattedrale è dedicata all’arcangelo San Michele e secondo alcuni studiosi fu edificata nel XI secolo e abbellita grazie all’intervento di un nobile del luogo, Angiolo Carbone. 

La città rimase luogo fiorente almeno fino a quasi tutta la prima metà del 500; la successiva decadenza investì anche l’edificio di culto. Il centro del borgo, infatti, fu totalmente abbandonato, anche a causa dell’inospitabilità del luogo in cui erano presenti alcune paludi.

La cattedrale stessa, dunque, dapprima al centro del borgo, sin dai primi del 600 si ritrovò praticamente al di fuori dell’abitato e in stato di abbandono. 

Nella prima metà del 600 il vescovo Girolamo Ricciulli ed i suoi due successori, Antonio Ricciulli e Filippo Crino, fecero alcuni interventi di riparazione e restauro (tra cui l’ampio coro in legno che si può ammirare ancora oggi), mentre il vescovo Bartolomeo Giptio, nel 1632, provvide all’acquisto di suppellettili sacre. 

Tuttavia, negli anni successivi, l’edificio continuava nel suo stato di decadenza, anche perché i prelati, abitualmente, non vi risiedevano. 

Pesantemente scossa dal terremoto del 1638 e da quello del 1689, alcuni interventi furono tentati alla fine del 600 ma rimasero comunque insufficienti a restituire un edificio dignitoso.

Purtroppo nel secolo successivo l’incuria dei vescovi e dei signori locali e il sisma del 1783 contribuirono a peggiorare ulteriormente la situazione

Solo nel 1792 con la nomina del vescovo Vincenzo Greco ci fu un deciso miglioramento: il presule seguì direttamente i lavori di restauro che furono terminati con la realizzazione di due finestre il restauro del tetto, l’erezione di un nuovo altare maggiore e il restauro della Cappella del SS. Sacramento.

Attualmente l’edificio, di struttura romanica, si presenta a croce latina.

La facciata presenta tre portali in pietra di tufo con decorazioni e sculture seicentesche. A destra dell’edificio è ubicata l’alata torre campanaria a forma quadrata. L’interno è a forma basilicale, a tre navate e tre absidi. Fino alla prima metà del 900 su ogni navata erano presenti tre altari barocchi.

Ad oggi nella navata di destra è presente solo l’altare di San Tommaso, mentre in quello di sinistra solo l’altare dell’Immacolata. Nell’abside di sinistra vi è la cappella del SS. Sacramento, nella quale spicca l’altare settecentesco; nell’abside di destra è ubicata la cappella di S. Michele, con una statua raffigurante il santo risalente anch’essa al XVIII secolo.

A lato dell’altare centrale si trova il “sedile degli eletti”, costruito nel 1634. In conseguenza di un restauro realizzato negli anni 90 è affiorata una “capriata” risalente al 1627 e sulle navate 2 affreschi, uno di epoca barocca ed uno di epoca rinascimentale. Inoltre, durante gli ultimi lavori di pavimentazione, è emerso che al di sotto del pavimento sono presenti dei locali tutt’ora inesplorati.

La cattedrale, dedicata all’arcangelo San Michele, secondo alcuni studiosi fu edificata nel XI secolo e abbellita grazie all’intervento di un nobile del luogo, Angiolo Carbone.
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